La realtà italiana degli intergruppi parlamentari

Gli intergruppi parlamentari sono una realtà poco conosciuta, ma sicuramente ricca. Si tratta di gruppi informali di deputati e senatori con diverse appartenenze politiche.

Le ragioni che spingono i nostri rappresentanti a dar vita ad un intergruppo sono piuttosto variegate, come vedremo fra poco, ma individuarne i componenti e monitorarne le attività risulta un compito difficile. Ciò è dovuto non solo dalla povertà di comunicazione per il tramite dei canali social da parte dei parlamentari e delle segreterie di partito, ma anche dal sostanziale vuoto regolamentare in cui gli intergruppi si muovono.

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Climate Change & Foreign Policy: welcome to the age of consequences.

Review and commentary of Lennon, Alexander T.J., et al., The Age of Consequences: The Foreign Policy and National Security Implications of Global Climate Change, Center for Strategic and International Studies and Center fora New American Security, November 2007

You can read and download the paper here: http://bit.ly/1L4Eyh0.

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Towards the new Turkish general elections: will this time be different?

IAPSS Forlì

Once again Turkey will be holding general elections, on November 1st, because the main political parties failed to form a coalition government after the June results. The previous elections marked the end of the political supremacy of the Justice & Development Party (AKP) led by the current Prime Minister Ahmet Davutoğlu and the President of the Republic Recep Tayyip Erdoğan, after their party won the absolute majority of seats in the Turkish National Assembly in 2002, 2007 and 2011.

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Aylan

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The economic costs of democracy

Turkey is going to hold snap elections in November. My piece on the outlook of the Turkish economy:

The recent general elections held in Turkey have left the AKP, the Justice & Development Party, without the possibility to form a one-party majority as it has happened since its first electoral victory back in 2002. Most notably, the HDP, a left-leaning party and strong advocate of the right of minorities – Kurds in particular – gained the sufficient amount of votes needed to enter the Turkish Assembly: there’s a 10% electoral threshold. We have already discussed the domestic consequences of the vote; on this occasion, we would like to tackle the important economic consequences that the elections might have, considering the recent development in the region i.e. the Turkish intervention against both the Kurdistan Workers’ Party (PKK) and the Islamic State (IS). After the elections, the Turkish lira slumped 5% and the Borsa Istanbul 100 Index opened with a 8.2% loss.

Read more @ http://bit.ly/1U3QHxD.

La politica estera dei gasdotti: il Turkish Stream

Le politiche energetiche rappresentano, in un’epoca in cui la dipendenza dal petrolio e dal gas naturale si attesta a livelli elevatissimi, uno dei cardini decisivi su cui poggiano gli equilibri internazionali.
Matteo Garnero, responsabile web di IAPSS Forlì, ci presenta i nuovi scenari geopolitici connessi all’attivazione del Turkish Stream, un gasdotto in grado di collegare, attraverso Turchia e Grecia e con il beneplacito della Russia, i giacimenti dell’Est Europa al Mediterraneo. Il prepotente ingresso della Turchia nei giochi energetici mediterranei, i possibili vantaggi per la Grecia e la posizione dell’Iran, seconda riserva mondiale di gas naturale, in via di normalizzazione grazie agli accordi sul nucleare, rappresentano un’importante sfida per l’Unione Europea, ad oggi incapace di produrre una politica energetica comune funzionale e di ampie vedute.

Il mio contributo sul sito di IAPSS: http://wp.me/p4u9wX-5Z

On Conspiracy Theories

Parenthetically, I have a strong bias against conspiracy theories of history. I do not believe in the notion that the extreme left, the extreme right, the power elite, the establishment, oil companies, professoriat, military-industry complex, and so on, can be regarded as single decision-making units with detailed programs for imposing their will on the unsuspecting world. […] The “true believer” finds or suspects omniscient, omnipotent, and omnipresent opposition everywhere. […] Conspiracy is, of course, possible, but I believe that most times its appearance is the result of like-minded people, similarly placed, responding in the same way to the same stimulus.

Kindleberger, “Dominance and Leadership in The World Economy: Exploitation, Public Goods, and Free Riders”, International Studies Quarterly, 25, 1981, p. 250

Turchia: l’AKP vince, ma non può governare da solo. E ora?

Le elezioni parlamentari tenutesi in Turchia lo scorso 7 giugno confermano l’ampio sostegno per il partito per la Giustizia e lo Sviluppo, l’AKP. Pur tuttavia, allo stesso tempo, queste elezioni hanno notevolmente ridimensionato la capacità di azione del partito che da tredici anni guida il Paese grazie ad esecutivi monocolore. Con Erdoğan eletto alla Presidenza della Repubblica lo scorso anno con ampio margine, l’ex ministro degli esteri Davutoğlu, paracadutato alla guida dell’esecutivo, è diventato una figura ancillare a quella del Presidente, il cui ruolo sarebbe in realtà ben più circoscritto a funzioni di garanzia e mediazione.

Articolo per IAPSS Forlì: https://goo.gl/FqBYML.

Cosa può cambiare in Turchia con le elezioni parlamentari del 7 giugno.

Il 7 giugno si terranno le elezioni parlamentari in Turchia. Con Erdoğan alla Presidenza e il fedele Davutoğlu a ricoprire il ruolo di Primo Ministro, il voto può rappresentare un punto di svolta rispetto agli equilibri di potere all’interno del panorama politico turco, dal momento che i sondaggi suggeriscono che difficilmente l’AKP riuscirà ad ottenere i 330 seggi necessari per modificare la Costituzione in autonomia. Pur tuttavia, il sostegno al partito al governo resta evidente (probabilmente oltre il 40%), nonostante i malumori. Se anche i sogni presidenzialisti di Erdoğan non verranno avverati, consiglio molta prudenza nel considerare chiusa l’esperienza dell’AKP.

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